M de fmna


M de fmna, mor, sorla, mder;
a ‘ncruz i pols le m le par d ale
compgn crti angil s crti quder
ma sensa l’angil, apena ale.

Dedr de tcc j-m gh’ cheste ale,
se i va col pas sicr, lacc e ncc,
j- le ale che i g’ha dedr a le spale
che stira le camize e la i calscc.

E smper, d per d, ste ma ‘ncruzde
per nint a laur fis: ale ligade.
J-m no i sa de tt chl sbarbel

entren a gir no j-a vt mia
i va spedcc sensa pens a l’umbra
de chle ale che pl mia vul.


Mani di donna
Mani di donna, moglie, sorella, madre; / incrociando i polsi le mani sembrano due ali / come certi angioletti su certi quadri / angioletto senza angioletto, solo alucce. // Dietro a tutti gli uomini ci sono queste ali, / se loro vanno col passo sicuro, ordinati e puliti, / sono le ali che hanno dietro le spalle / che stirano camicie e lavano calze. // E sempre, giorno dopo giorno, queste mani incrociate / lavorano senza stipendio: ali legate. / Gli uomini non conoscono tutto quel continuo movimento. // Non le vedono mulinare attorno / vanno spediti senza pensare all’ombra / di quelle ali che non possono volare.



  • Pubblicata a pagina 37 su "Gira - Girasl" a.c.m. Indipendentemente editore - Desenzano 2009


  • 25 - 1 - 2006 - 2 premio al 6 concorso di poesia dialettale “Vrs e us” bandito dal comune di Lumezzane con la poesia MA DE FMNA